BUTTIAMO LA CHIAVE, ALTRO CHE SCONTI!


Uccise moglie e figli, e sarà giudicato con rito abbreviato ; va quindi verso lo sconto di un terzo della pena - Carlo Lissi, l’informatico di 31 anni che nella notte tra sabato 14 e domenica 15 giugno del 2014, DOPO AVER ucciso nella sua villa di Motta Visconti (Milano) la moglie Maria Cristina Omes, 38 anni, e i due figli Giulia di 5 anni e Gabriele di 20 mesi, è ANDATO A VEDERE UNA PARTITA DEI MONDIALI 

In Italia l'ergastolo è riconosciuto come pena detentiva caratterizzata dall'essere perpetua e inflitta a chi commette un delitto.
Nonostante questo tipo di pena sia perpetua dopo 26 anni di carcere al detenuto può essere concessa la "libertà condizionale" per "buona condotta".

Una legge assurda il massimo esempio di protezionismo, perchè mi rifiuto di credere che il motivo di questa ingiustizia sociale, sia il sovrannumero dei carcerati



Non tocchiamo Caino,  ma chiudiamolo  in galera e buttiamo la chiave. Abbandoniamolo ai suoi sensi di colpa, ammesso che ne abbia.
Sconto di pena? Si può fare. se gli viene comminato un ergastolo per ogni omicidio.
26X3=72- 24=48
Ma 1/ su 26 NO!
Vorrebbe dire che tra, massimo 18 anni, potrebbe cominciare da capo. 



12 commenti:

  1. Cara Cristiana, leggendo questo caso che mi ricordo quando la TV ne parlò a lungo, mi domando in che mondo viviamo una che commesso cose simili non dovrebbe mai più uscire dalla galera, però farlo lavorare per aiutare che ne ha bisogno, e non che lo stato lo deve mantenere fino che vive... Spesso mi domando se la pena di morte sia giusta per questi mostri. Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  2. La pena di morte non risolverebbe nulla (e già ne parlava Cesare Beccaria nel diciannovesimo secolo); ma per questi casi bisogna reintrodurre i lavori forzati a vita. E, giustappunto, il "non tocchiamo Caino" che va tanto di moda negli ultimi tempi sa troppo di buonismo a stecca; a questi fautori del "trattamento umano costi quel che costi" vorrei ricordare che un caso come quello citato nel post è irrecuperabile; i lavori forzati servirebbero a fare in modo che si paghi il proprio mantenimento senza gravare sui contribuenti e che volente o nolente - più nolente che volente, ovvio - sia obbligato a fare qualcosa di utile per quella stessa società che odia.

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    1. assolutamente d'accordo con puffo :) cioè Dumdumderum ( senza offesa ma per la mia dislessia il tuo Nik è da capogiro)
      lavori forzati yes, ma con palla al piede, mica vuol fare facile facile ?
      manutenzione strade, pulizia greti dei fiumi, discariche da bonificare, questi i lavori
      io proporrei...nessuno tocca Caino però Abele non deve essere il solito fesso.
      ciao Cristiana :)

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    2. Puffo Brontolone va pure bene. :)
      Diciamo che ci sono gli equivalenti moderni della palla al piede; cioè, a uno così va impiantato un trasmettitore GPS direttamente nell'osso.

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  3. sono d'accordo con Dumdumderum ed S. Ci sono però anche i casi di malattie mentali che andrebbero trattate. Il nostro cervello a volte lo perdiamo di vista. La malattia mentale è un'altra di quelle cose che ci fa paura e se ne parla poco. E con questo non mi riferisco a coloro che uccidono mascherando l'omicidio con l'infermità mentale.
    Buona settimana Cristiana

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  4. La pena di morte sicuramente no. Però basterebbe la certezza della pena e sopratutto ricordarsi che un omicida ha levato comunque una vita umana e non penso meriterebbe la"libertà condizionale per buona condotta"

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  5. Io credo che superbia — che se la striscia società la civile a due dimensioni — , si scarabocchi attorno labirinti superflui per evitare di sapere l'uomo ed il sapersi

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  6. Chi non sa gestire la propria libertà e la usa per uccidere è bene che venga segregato per il resto della sua vita. Senza sconti.

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  7. Un omicidio è SEMPRE un delitto orribile perché priva del bene più prezioso, la vita, un'altra persona. Giustificabili mai, alcuni però sono comprensibili, come quelli d'impeto in seguito ad uno scatto d'ira dove la volontà di uccidere mancava, quello che giuridicamente viene definito "omicidio preterintenzionale", che non prevede l'ergastolo a meno che non ci sia particolare ferocia e crudeltà nell'esecuzione, ma di solito il delitto d'impeto è un colpo duro che porta alla morte. Nei delitti premeditati c'è la fase della premeditazione che presuppone lucidità, calcolo, cattiveria. In questo la premeditazione arriva al punto di scegliere una serata di sport, da trascorrere al bar cogli amici per vedere Italia - Inghilterra ai mondiali brasiliani. Lui ammazza la moglie, ostacolo tra lui e la nuova -ci sarebbe il divorzio ma lui non vuole pagare soldi che servono per i suoi capricci- per la stessa ragione ammazza anche due bambini - i SUOI- . A questo punto basta. Tre ergastoli, perché anche col rito abbreviato si possono prendere tre ergastoli. Ma se anche si trattasse di 26 x 3 = 78 riducibili a 18 x 3 = 54 potrebbe uscire ad 85 anni ammesso che fosse ancora in vita.
    Ma la pena deve essere moltiplicata per tre, perché gli omicidi tre sono.

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  8. Quanta gente uccide ed esce dopo pochi anni! Io sono per l'ergastolo incondizionato.
    Ciao Cristiana un abbraccio!

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  9. Questo è uno dei pochi argomenti su cui gli italiani, da destra a sinistra, sono quasi unanimi. Non si capisce quindi da dove vengano il lassismo e il perdonismo che riempiono le strade di gente pericolosissima.
    Io poi l’ergastolo lo darei anche a chi provoca incidenti perché sta usando il telefonuzzo mentre guida: chi è pericoloso per gli altri andrebbe gentilmente levato dai coglioni. Perché la società non deve vendicarsi, ma deve proteggere i suoi membri: altrimenti è colpevole di falso ideologico, e non ha più nessuna ragione d’essere. Abele è stanco di venire preso per i fondelli. (Ma la pena di morte, OVVIAMENTE, no: usiamo la testa.)

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