Società liquida

http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2015/05/27/news/la-societa-liquida-1.214625
"La bustina di minerva"di Umbrto Eco"
La società liquida
Con questa idea Bauman illustra l’assenza di qualunque riferimento “solido” per l’uomo di oggi. Con conseguenze ancora tutte da capire
Per Bauman, scompare un’entità che garantiva ai singoli la possibilità di risolvere in modo omogeneo i vari problemi del nostro tempo, e con la sua crisi ecco che si sono profilate la crisi delle ideologie, e dunque dei partiti, e in generale di ogni appello a una comunità di valori che permetteva al singolo di sentirsi parte di qualcosa che ne interpretava i bisogni.
Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo “soggettivismo” ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Si perde la certezza del diritto (la magistratura è sentita come nemica) e le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono da un lato l’apparire a tutti costi, l’apparire come valore  e il consumismo. Però si tratta di un consumismo che non mira al possesso di oggetti di desiderio in cui appagarsi, ma che li rende subito obsoleti, e il singolo passa da un consumo all’altro in una sorta di bulimia senza scopo (il nuovo telefonino ci dà pochissimo rispetto al vecchio, ma il vecchio va rottamato per partecipare a quest’orgia del desiderio).
Crisi delle ideologie e dei partiti:
Che cosa si potrà sostituire a questa liquefazione? Non lo sappiamo ancora e questo interregno durerà abbastanza a lungo. Bauman osserva come (finita la fede di una salvezza proveniente dall’alto, dallo stato o dalla rivoluzione), sia tipico dell’interregno il movimento d’indignazione. Questi movimenti sanno che cosa non vogliono ma non che cosa vogliono. 
C’è un modo per sopravvivere alla liquidità? C’è, ed è rendersi appunto conto che si vive in una società liquida che richiede, per essere capita e forse superata, nuovi strumenti. 


Questo splendido novantenne, ha scritto anche
" PAURA LIQUIDA"  basandosi sulla constatazione che  " uomini e donne che abitiamo la parte “sviluppata” del mondo (la più ricca, la più modernizzata), vivono in uno stato di costante allarme! Tra gli argomenti, sottolinea l’illusione della convinzione comune che nella modernità saremmo riusciti a liberarci dalle paure che avevano afflitto la vita in passato, oltre, a prendere il controllo della nostra esistenza!

Poi scrive anche sull' "Amore liquido" 
logica conseguenza di questa società che ha paura di tutto e si consola con una sorta di giocattoli, per distrarsi e cercare di non pensare a niente e
 "Z.B.  ci descrive la sua teoria di amore liquido, nel quale anche il sentimento diventa un fatto commerciale: il partner diviene un "usa e getta", e i legami affettivi tra le persone sono fragili, anzi “liquidi”. Inoltre egli focalizza l'attenzione sul rapporto tra causa ed effetto tra i ritmi della nostra vita, discontinua in ogni suo aspetto,e la discontinuità nei sentimenti.
Tutto diviene instabile, effimero, incerto e la fragilità che caratterizza la vita di ognuno contagia, inevitabilmente, anche i legami affettivi e sentimentali. L'assiduità e la disinvoltura con le quali si professa e si pratica l'amore (o quello che viene definito tale) hanno fatto in modo che le esperienze, appassionanti ma anche brevi ed episodiche, vengano consumate come si consuma tutto il resto. Maria Tortora




Mi è sempre piaciuto immaginare la vita di ognuno di noi rappresentata da una fontana che, con i suo vasi comunicanti, si arricchisce e distribuisce vitalità,
ma questa teoria della liquidità che si mischia ad altre realtà per paura o convenienza, non ha niente a che fare con questa immagine.
In questo contesto, la liquidità può assumere qualsiasi forma e  adattarsi senza nessuna critica, a situazioni di comodo cercando di  salire sempre sul carro del vincitore.
E' una liquidità opportunista, una liquidità torbida e mefitica.









































































































































5 commenti:

  1. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè non sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. La critica alla mercificazione delle esistenze e all'omologazione planetaria si fa spietata soprattutto in Vite di scarto, Dentro la globalizzazione e Homo consumens.
    "La memoria ci dà l'identità, ci definisce, ci aiuta a crescere in consapevolezza, ci insegna a distinguere il bene dal male, ci dà le radici da cui si svilupperà il nostro albero".
    La nostra è una società senza memoria, una società che tende a nascondere tutto ciò che ci scomoda per non rimetterlo in discussione.

    Ciao Cris.

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  2. Non starò qui a discutere di liquidi e di solidi. Mi interessa chiederti perché tu abbia pubblicato nel tuo blog un articolo di MARIA TORTORA. La conosci?

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  3. Quanto ha ragione!
    La modernità ci ha portato a un costante stato d'ansia... perlomeno, io non vedo rilassatezza!
    Noi siamo sempre meno fontane grandi e sempre più fontanelle a gettoni.

    Moz-

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  4. Una volta gli schiavi della gleba, adesso a ancora schiavi della gleba:così i sapiens si trattano tra loro, da un loro sempre—alcuni in villa e il resto messo a ghetto
    Talvolta un illuminismo, per poi di nuovo il buio con il suo dio

    A quanto sembra, si distribuiscono paraocchi personalizzati e aggratis

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  5. Cara Cristiana è quasi impossibili essere rilassati credo che nessuno oggi si può sentire tranquillo. Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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