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LA VITA NON FA PER ME.



Nessuna malattia, nessuna diagnosi di una patologia terminale. Solo la chiara sensazione di doverla fare finita. Così potente che, in Belgio, i medici hanno deciso che può accedere all'eutanasia.È la dolorosa storia di una ragazza di 24 anni, chiamata semplicemente Laura, che al giornale belga De Morgen ha raccontato: "La vita non fa per me". 

il numero delle persone che scelgono di approfittare del diritto a morire è cresciuto del 27% solo negli ultimi 12 mesi: si calcola che ogni giorno, in Belgio, secondo paese a legalizzare l'eutanasia nel 2003 dopo l'Olanda, cinque persone pongono volontariamente fine alla propria vita con l'aiuto dei dottori

Eutanasia, il Belgio approva la legge che la estende ai minori In Belgio, accertato che la malattia sia alla fase terminale e con sofferenze fisiche non alleviabili, sarà uno psicologo esterno all’equipe medica curante a valutare la “capacità di giudizio” del bambino, che capisca cosa significhi morire. Dovranno essere gli stessi bambini a chiederlo, con l’accordo dei genitori

“Qualsiasi ragione umana basta per capire che si tratta di puro e semplice egoismo unito a violenza. È una forma di crudeltà che si sta ampliando”. Questo il commento di monsignor Elio Sgreccia.

Parole assurde quelle  del monsignore, a mio parere, che non considera la pena dei genitori che fanno una scelta del genere, Penso che questo tipo di libertà di pensiero dipenda dalla società in cui si nasce e si cresce, dall'educazione  e dalla religione  che non esige di intromettersi nella vita dei cittadini.
Non c'è nulla di crudele nel  ritenere la morte la liberazione da certe situazioni dolorose e mi sembra estremamente generoso saper rinunciare alla presenza di chi più ami pur di  sollevarlo dalla sofferenza.

Certo il caso della giovane di 24 anni che pretende di morire e ottiene da da un'equipe medica il permesso di eutanasia assistita, mi pone difronte alla domanda : era proprio questa l'ultima ratio?
Un amico psichiatra commenta così questa vicenda
Da vecchio psichiatra non ho mai visto una depressione totalmente incurabile. Mi chiedo se sia stata curata a fondo e, alternativamente. L'eutanasia è una santa cosa, che si fa ma non si dice da sempre e dovunque, secondo il sentire comune delle persone buone. Faccio benevolmente l'ipotesi che sperino che la ragazza avendo ottenuto quello che la può liberare si liberi meglio, stando meglio. E' una teoria terapeutica detta paradossale (o sistemica). Altrimenti, ripeto, non ho mai incontrato un caso di depressione che non migliorasse sostanzialmente con farmaci, colloqui e aiuti vari. Esistono le malattie rare. Quante cose non ci dicono soprattutto perché la curiosità è tutta sul versante legale da parte soprattutto della stampa italiana cattolica vaticanisticamente occupata.









8 commenti:

  1. Ci si muore ogni giorno facendo finta d'essere dei vivi

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  2. La vita oggi è dura, e è difficile vivere!!!

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  3. E' una legge irragionevole. Un arrendersi mortificante.
    Ciao Cris.

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  4. Rinfacciamo ai paesi islamici la sudditanza alla religione, che governa la vita nel bene e nel male. Ci riempiamo la bocca di pompose immaginifiche frasi per dimostrare la nostra superiorità su di loro (suvvia ammettiamolo che li consideriamo inferiori a noi in tutto), poi vengono fuori situazioni in cui risulta chiaro anche agli orbi nostrani che noi -cioè i nostri politicanti corrotti- sono appunto corrotti nel cervello e nell'anima dal Vatikano e da tutti i baciapile e leccaculo di cui la nostra povera becera nazione è piena.
    Un papa che si fa i cazzi suoi doveva venire dall'altra parte del mondo, oppure uscire timidamente dalla curia come il povero Joseph, che ha avuto il coraggio di mollare tutto, perché gli orfani del polacco malefico che tutto sapeva e tutto prevedeva ma che non ha detto una sola parola di condanna contro la pedofilia dei preti e che perciò hanno fatto santo, volevano costringerlo a fare cose contro la sua natura.
    Chi vuole morire muoia se ne ha il diritto e questo diritto si acquisisce dalla nascita, e che i preti e le monache vadano a cagare.

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    1. Vin , certo che tu non le mandi mica a dire!!!

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  5. Monsignore ama parlare delle vite degli altri. Desse un po' conto della sua.

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  6. C'è caso e caso, la depressione non dovrebbe dar diritto all'eutanasia, perché può essere pesante e durare anche parecchio, ma non è mai definitiva.

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  7. Trovo anch'io un po' strano che questa ragazza abbia chiesto l'eutanasia assistita solo perché è caduta in depressione. In effetti, i depressi incurabili se la somministrano da soli, l'eutanasia, con un colpo in testa o buttandosi giù da un ponte; secondo me questa ragazza vuole essere curata, e sta cercando di forzare la mano. (Non ho ben capito se alla fine è morta oppure no.)
    Quanto alle puttanate sparate dai prelati, ormai non fanno più storia: la loro idea è quella, punto, fine, stop. Non li ritengo assolutamente più degni di considerazione; lascio che parlino a vanvera e non commento.

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