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Il corpo e l'anima

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5cc0ce09-0ec6-46c4-a135-12bc5d38ea1e.html


Ho seguito con grande pena  le storie dei bambini  protagonisti , loro malgrado, dlla raccolta Telethon.  
Nel filmato,vi indico due casi   -  8°  e 28° minuto-      - di patologie   differenti ma  ugualmente estreme   con cui queste anime innocenti     sono venute al mondo. . A prima vista la seconda parrebbe  più vivibile e invece, se i genitori non s'impegnassero al massimo ogni momento, la malattia potrebbe essere fatale per ambedue  queste creature.

La domanda , grande come l'universo è : perchè a loro, perchè non a tutte/i?

 Ho elaborato una personalissima  teoria : chi ha fatto l'uomo vi ha insufflato l'anima,  ma poi stanco e desideroso di riposare non si è preoccupato di fare il resto, cioè i vari apparati  e gli organi adatti a farlo vivere ;  è evidente che ha  ha appaltato i lavori a dei maligni disonesti    - ai quali non è parso vero di rovinare qualcosa che sarebbe dovuto essere un capolavoiro della natura-       assemblando
circuiti e macchinari zenza garanzie e contenenti materiali difettosi.
A causa di ciò la procreazione è una sorta di roulette russa : può filare tutto liscio, oppure ci si  dovrà prendere cura di qualcuno con un difetto congenito più o meno gestibile , ma l'aspetto miracoloso  di tutto ciò è l'amore infinito che si prova per questi "Figli di un Dio minore" 

































Non mi arrendo una fra tante la bimba che deve mangiare grassi.Dio ha soffiato l'anima, ma un inesperto e pasticcione meccanico ha fatto la macchina

8 commenti:

  1. Più che figli di un Dio,sono il risultato dell'evoluzione della specie ,che non sempre da buoni risultati.
    Ciao,fulvio

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  2. Crissima Cris con la storia dell'anima insufflata stai andando fuori strada. Lascio da parte la questione teologica perché non di mia competenza per tirare fuori i miei ricordi universitari e dirti che il corpo umano è una macchina perfetta che si difende da sola e da sola potrebbe aggiustarsi. Dei nostri organi sappiamo tutto meno di uno di cui facciamo uso al 10%: il cervello. Basterebbe osservare il sopravvenire e il decorso dell'Alzheimer per capire tutto. I gangli nervosi che emettono in continuo impulsi non riescono a mandare ordini in periferia perché l'enzima -a noi ignoto- che funge da liquido trasportatore si è ridotto al minimo. Si tratta probabilmente dello stesso enzima o del gruppo di enzimi che producono le riparazioni dei guasti nell'intero organismo e riattivano contatti e curano insorte malattie -TUTTE le malattie- anche quelle rare, anche l'Alzheimer, anche tutte le tipologie di cancro. Non occorrerebbero somministrazioni di medicinali, ma solo curare la riattivazione e la rivalutazione del sistema enzimatico per sanare tutto e tutti. Ma qui si batte contro una muraglia di una delle lobby più potenti, quella dell'industria farmaceutica, che perderebbe miliardi di introiti, al punto che dubito che mai verrà sovvenzionata una ricerca SERIA per la scoperta di quello che potrebbe addirittura essere l'enzima della vita, inteso come sbarramento a quello della morte, che come si sa insorge ad un certo punto a decretare la fine delle oparazioni e quindi a concludere con l'ultimo atto di vita che è appunto la morte.
    Non rileggo per congenita pigrizia e per tradizione , ma credo di avare detto quel che esattamente volevo dire. Ciao Cris.

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  3. Cara Cristiana, tu lo sai che sono molto ignorante, e credo che mi sia difficile fare un commento che ritengo giusto!!!
    Comunque il tuo post porta in primo piano dei veri problemi.
    Ciao e buona serata cara amica.
    Tomaso

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  4. Si aprono interrogativi enormi, alcuni etici, altri anche "pratici". Sia in relazione alla ricerca genetica che alla fase prenatale... Non ci sono risposte semplici e non ci sono soluzioni. Però, la ricerca va supportata, visto che non lo fa lo Stato nel modo più adeguato.

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  5. Decidere di avere un figlio è già di per sé una scelta impegnativa, decidere di averlo comunque ancorché se ne conosca una condizione invalidante estrema è una scelta di libertà, come dovrebbe esserlo anche il contrario... ma è sempre una scelta talmente complessa da non poter che essere demandata alla libertà dell'individuo. Troppo difficile dare però soluzioni definitive, troppo complicato, è tutto troppo in queste circostanze. Occorrerebbe una totale immedesimazione in chi vive le condizioni che descrivi, trovarsi nella loro condizione. Ma è così difficile, talvolta, trovarsi persino nella nostra di condizione...
    Buon tutto Cri, e trascorri al meglio del meglio questo periodo!

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