INVOLUZIONE

                                                                 quaquaraquaquagliariello                                                                                                                                                                                 
Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vicesegretario nazionale.[2]
Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l'idratazione forzata                    

 Poi la svolta   
Senatore di Forza Italia e del PdL (2006-2013)                                                                         
Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà. Nella XVI Legislatura si è espresso strenuamente in difesa del disegno di legge Calabrò sul fine vita :



“1. La presente legge,riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile ed indisponibile,   garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di  legge    In poche parole,  cosa significa indisponibile ? Che la vita appartiene a Dio e che solo lui,attraverso la chiesa può decidere come e se toglierla.Al dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro, ha difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata»[7]. 

Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile.[8]                                                                          
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[12], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano
Il 14 ottobre 2015, con una lettera inviata al presidente del partito Angelino Alfano, annuncia le sue dimissioni  all' NDC e successivamente fonda Idea , che a me sembra più un' IDC, difatti rimasi basita quando l'ex Presidente Napolitano lo nominò quale saggio,  membro della commissione per le riforme istituzionali.

Oggi, per dimostrare ancora una volta la sua saggia lungimiranza,
afferma :
  “Anche se nella nazione in cui siano state effettuate tali pratiche (l’utero in affitto appunto) siano permesse dalla legge e la legge locale stabilisca la legittimità dello stato di figlio dei bambini nati dalla maternità surrogata, tali bambini sono considerati in Italia privi di genitori legali e dichiarati adottabili”
 La scena, secondo nextquotidiano. it,   sarebbe la seguente: due genitori italiani arrivano dall’Ucraina – dove “tale pratica” è legale – con un neonato tra le braccia, e in nome della legge se lo vedono sottrarre in quanto corpo del reato (da chi poi? Dalle autorità aeroportuali? Dal console di Kiev chiamato a registrare la nascita, e per l’occasione costretto a rivestire il ruolo di garante della legalità? O forse dai servizi sociali trasformati in task force smaschera-figli-surrogati? Questo non si capisce). 
Non stento a crederlo, anche se ora mi sembra nient'altro che voler mettere le mani abanti, dal momento che la maternità surrogata non è ancora contemplata in Italia.

Maternità surrogata: come funziona nel mondo

Proibita in Italia e non prevista dal ddl Cirinnà, la "gestazione per altri" è finita comunque nel dibattito sulle Unioni civili, come argomento principe di chi si oppone all'approvazione della legge e soprattutto all'adozione per le coppie gay. E allora: di cosa si tratta esattamente? In quali Paesi è diffusa? Come è regolata? Chi la utilizza?

a cura di Francesco Fasiolo
montaggio e grafica Valeria D'Angelo



4 commenti:

  1. Cosa non si fa per un voto in più.
    I politici sono solo dei portatori di convenienze loro,ma il vero dramma e che l'italiota non è maturo per la libertà individuale.

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  2. Quagliariello è uno dei mille esempi del politicante italiota tipico: voltagabbana, lecchino, attaccato solo alla sua poltrona, vorace quanto basta nel procurarsi voti e prebende. Di che ci si dovrebbe meravigliare? Un terzo dei politicanti italioti in parlamento discende dal defunto PCI; tre terzi dalla MAI defunta DC. Siamo e restiamo in piena sacrestiade e ci resteremo per un bel pezzo. È quello che il nostro popolo di pecoroni si merita.

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  3. Con tutti i quaquaraquà che abbiamo in politica potremmo aprire un allevamento di oche, ma anche lì dubito che riusciremmo a ricavarne qualcosa di utile, troppo infetti, il virus del profitto personale, del menefreghismo e dell'incapacità di gestire la cosa pubblica non ne salva uno.
    Ciao Cri

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  4. Quagliariello non è stato nemmeno l'unico radicale ha subire una trasformazione così. Ricordate Rutelli? Ha cominciato anche lui come Radicale, poi è stato -per un breve periodo- il leader del movimento degli Anti proibizionisti,poi é diventato uno dei capi del Partito dei Verdi, infine è approdato alla Margherita, infine ancora.....
    Insomma, mi sa che i nostri politici moriranno tutti democristiani.

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