Tra le tante passioni di Umberto Eco c'era la lunga tradizione dell'uomorismo ebraico: lo scrittore e attore teatrale Moni Ovadia, in occasione del funerale dell'amico, recita una barzelletta raccontatagli da Eco.



Mi ha fatto piacere sapere che Umberto Eco fosse un appassionato di enigmistica come me, e altrettanto piacere mi ha fatto scoprire che apprezzava questo tipo di spirito, come me.

8 commenti:

  1. Grande uomo,purtroppo come tutti non ha evitato lo stop che tutti prima o poi dovremo affrontare.

    Da Freedom

    Ormai il candidato pare che sia lui per i repubblicani,da come incassa voti nelle primarie,sperando che vinca quello democratico alle presidenziali.

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  2. Stiamo perdendo tutti i giganti della nostra Cultura, quei pochi che ci rimanevano e la cosa triste è che in giro non si vedono poi tutti questi eredi.

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  3. Cara Cristiana, io ti lascio solo una buona serata.
    Tomaso

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  4. La storiella è tipicamente ebraica e non poteva non piacere a Umberto Eco. Rileggi Il nome della rosa, o Il pendolo di Foucault, ce ne sono diverse di simili battute.
    Sono stato abile enigmista per anni fino a quando ho approdato a Sudoku, che mi diverte di più, ma solo quelle da 16, perché quelle da 9 sono troppo facili pour moi. Capisco che uno come Eco si dedicasse all'enigmistica, ai rebus e perché. Certamente conosceva anche la Cabala anche se non mi risulta che abbia scritto in materia qualcosa.
    Non capisco questo velo di mistero sull improvvise cause della sua morte. Nessuno ne fa menzione, come se fosse rimasto vittima di un morbo infamante. Che stronzata! È morto ammazzato dal cancro anche se a me par strano che ad 84 anni si possa morire così con una velocissima catarsi. A quell'età le funzioni vitali sono tutte rallentate e anche il cancro cammina a passettini.

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    1. Forse si parla di cabala nel Cimitero di Praga (ma non sono sicuro, d'altra parte è noioso). Credo che Eco fosse soprattutto appassionato di giochi di parole, era amico di Bartezzaghi. Wikipedia dice che è morto di cancro al pancreas, di cui soffriva da due anni.
      (Cesare)

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    2. Certo che riconoscersi almeno in parte in un personaggio famoso, colto e intelligente fa sicuramente piacere.
      Quanto al silenzio sulle cause della morte di Eco bisognerebbe rileggere quel bellissimo pamphlet della Sontag "Malattia come metafora".
      Alla malattia inspiegabile vengono spesso attribuiti significati e simbologie che colpevolizzano il malato, a cominciare dall'epilessia che ai tempi di Ippocrate era considerata il male sacro alla tisi vista come un flagello ed oggi il cancro, nuovamente malattia oscura. "Gravidanza demniaca" lo chiama la Sontag.

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  5. Sono d'accordo con Nick Parisi,i migliori se ne vanno e ci uniformiamo alla mediocrità.
    Ciao,fulvio

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  6. @@@ Cesare. Era bravo nei giochi di parole, proprio quelli he piacciono a noi, vero Cesare?
    Cri

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