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LE INCONGRUENZE DELLA SOCIET° MODERNA

Quest’estate a Goteborg, la seconda città più grande della Svezia, la giornata lavorativa sarà di 6 ore contro le canoniche 8 ore lavorative. La città svedese, infatti, sperimenterà come una giornata di lavoro più breve possa influire positivamente sulla produttività dei propri dipendenti.


Si chiama Dai Xiang, ha 40 anni, e ha iniziato la sua carriera lavorando come ingegnere con turni di 72 ore, dormendo per terra in ufficio. Ora ha una sua società di cloud computing e per i suoi dipendenti ha pensato di installare 12 letti a castello sul luogo di lavoro. ''La tecnologia non è solo un'attività cerebrale. Chi lavora in questo settore ha bisogno di tempo per trovare l'ispirazione. Chi vuole riposarsi può farlo anche a mezzogiorno, non solo di notte''. Vivere in ufficio è una pratica abbastanza diffusa nel Paese, soprattutto nel settore tecnologico dove la competitività è molto elevata. I dipendenti di Dai Xiang sono autorizzati a fare un pisolino anche sulla propria scrivania o sulle poltrone a disposizione. ''Possiamo dormire fino alle 8.30 del mattino perchè i nostri collaboratori arrivano alle 9.30 e utilizziamo gli stessi bagni per lavarci - ha spiegato Liu all'agenzia Reuters - Mio figlio mi manca molto, ha tre anni e riesco a vederlo solo nei fine settimana. Mi sento in colpa'
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L'India che ha perso: la povertà delle baraccopoli e la modernità dei grattacieli.
Un contrasto,  una disparità, una mancanza di equilibrio che appare   impossibile possa continuare negli anni a venire. E' lecito pensare che ci sarà, ci dovrà esere un' altra ANIMA GRANDE
Delhi è una città di 16 milioni di abitanti che negli ultimi anni, grazie al boom economico indiano, sta cambiando volto: più soldi e più automobili (ormai anche troppe) in circolazione, più pulizia nelle strade (la sporcizia è un problema cronico delle città indiane), più opportunità. Più immigrati dalle campagne, gente che rimane spesso senza lavoro e senza casa. Sono loro le prime vittime del freddo invernale: nel 2015, secondo la polizia di Delhi, sono stati raccolti dalle strade cittadine tremila cadaveri di senzatetto.


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6 commenti:

  1. A Goteborg in inverno ci sono si e no sei ore di luce diffusa, poi è buio pesto, mentre d'estate il sole sorge alle 4 e cala dopo le 22. D'estate gli svedesi sono nel Sud dell'Europa o in Turchia o insomma dove immagazzinano caldo per il loro durissimo inverno. Quindi lavorano d'inverno quando la luce dura poco. Fargli fare solo sei ore invece di otto non mi pare una cattiva idea.
    In India a tutt'oggi si verifica quello che si verificava a New York quando arrivarono dall'Europa i primi emigranti. Am Rand der Stadt, ai margini della città nelle periferie c'era la miseria più nera. Anche da noi fino al 1925 ogni grossa città aveva dei baraccamenti dove si ammucchiavano esseri quasi umani che sopravvivevano nella sporcizia e nel degrado.
    Mi sembra che ci stiamo ritornando.

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  2. Ciao Cristiana.Come in tutte le attività,anche nel lavoro non si deve esagerare.Dopo le 8/10 ore sia nel lavoro manuale che nelle attività di pensiero si rende poco e male.
    Ciao,fulvio

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  3. In questo mondo sono tante le persone che soffrono. In particolare i bambini.
    Ciao Cri.

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  4. incongruità dovute anche al grado di benessere raggiunto, come la Svezia, rispetto a chi si trova oggi, nel pieno di un bum economico, come la Cina e l'India...in realtà comunque la vedi, la ore lavorative dovrebbero essere per un essere umano, sempre inferiori, rispetto alle dedicate all' affettività, alle cose che recano benessere...altrimenti si è solo robot, atti a produrre merce su merce, a scapito dei più fragili e poveri, una strada che porta solo verso l'autodistruzione ...
    ciao Cri

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  5. Viviamo in un mondo pieno di contraddizioni: si muore per denutrizione e contemporaneamente per obesità, ci avveleniamo per super produrre e poi si spreca un sacco di cibo invenduto...auspico un ritorno al sano buonsenso!

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  6. "I tecnoidealisti... promettevano... èace, amore e comprensione... Ma di tutto questo ci ha regalato... l'ignoranza della libertà..."
    Non sono parole mie, ma alcune parole della La tesi presentata nell'ultimo numero di Internazionale scritto da Jonathan Franzen.
    Perchè al di là di alcune "isole felici", quello che ci viene venduto come benessere non ha fatto altro che portare alla "disumanizzazione".
    Ciao Cri

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