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GIUSTIZIA SI', MA::::

Le famiglie a Mattarella: «Presidente, vogliamo giustizia».

Tra le mamme, i papà, i nonni, i fratelli e le sorelle dei 23 sfortunati passeggeri c’è ancora tanta rabbia: ieri mattina, mentre il medico legale Franco Introna eseguiva le Tac su 20 salme, all’esterno del reparto di Medicina legale la tensione era ancora alta. «Assassini, assassini», è il grido che si è improvvisamente udito, a metà mattinata, tra i viali del Policlinico, 
«La visita del presidente della Repubblica – dice Giuseppe Castellano, figlio di Enrico ( una delle vittime)- è stata un atto dovuto, mentre quella del ministro Delrio è stata una visita di circostanza, quella del premier Renzi fuori luogo e molto spiacevole». Parole che nascondono a fatica il rancore che cova tra chi ha perso un proprio caro. «Mattarella – continua Giuseppe - ha compreso il dolore. Ci ha garantito che sarà fatta giustizia, se non la facessero sarebbero dei delinquenti. Lui ha sicuramente il potere di farlo e ci ha promesso che lo farà».


Giustizia giustizia giustizia. Questa  la richiesta della maggior parte di coloro che hanno perso una persona cara nel tragico incidente tra due treni in Puglia.
Giustizia sì. senza alcun dubbio, ma non sarebbe la prima cosa cui penserei in una circostanza del genere, tanto più che, a parte l'arretratezza di quel genere di ferrovia a doppio senso, è  stato ovviamente un errore umano a causare questa ennesima tragedia.  Mi fermerei a pensare e a ricordare; questa ossessione  della giustizia. prima di tutto, mi sembra fuori lugo anche perchè non sarà la condanna dei responsabili a portare indietro il tempo.
Ho l'impressione che  nonostante il cuore spezzato  dal dolore, la mente di alcuni cerchi, forse inconsciamente, una consolazione, qualcosa cui aggrapparsi e in cui sperare, come un forte risarcimento.

7 commenti:

  1. Il dolore dei parenti delle vittime dovrebbe essere espresso con il silenzio. Quello che è successo ha dell'incredibile. Va oltre l'errore umano.
    Ciao Cri.

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  2. che i politici abbiano il coraggio di farsi vedere in simili circostanze è incomprensibile e ancor di più non si capisce perchè questi poveracci non li prendono a pomodorati marci... non sanno neanche cos'è successo ne quanto grande è il doloro dei parenti dei morti nelle strage che si può considerare una STRAGE DI STATO. Tutti sapevano la pericolosità di un simile tratto di ferrovia a binario unico e ciò nonostante non erano installati dei sistemi elettronici, oggi nel 2016, per impedirli

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  3. Parole giuste mia cara, e sto pensando a quanti tratti di strada ferrata in Italia esistono ridotti in questo stato, Liguria compresa. Giustizia può essere una parola adatta, ma se fossi io uno dei disgraziati amici o parenti che sono deceduti, mi verrebbe subito da pensare che come sempre le parole sono molte ma i fatti pochissimi.
    Bacio adorabile,amica mia!

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  4. Ecco... quello che mi dispiace di più è il fatto che già da subito nessuno affermi che si sta lavorando a quei seicento chilometri di binario unico ancora governati a sistema telefonico... un paio di settimane e si parlerà di altro.

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  5. Se invece di ossessionarsi tutti quanti (all'italica maniera) sulla caccia ai responsabili, che sono troppi perché un'azione nei loro confronti sia davvero efficace, si impegnassero tutti a fare in modo che queste linee dimenticate da chiunque fossero rese più sicure, forse sarebbe meglio. "Giustizia" non riporterà alla vita le vittime, questo è poco ma sicuro. Chiaro che i responsabili andranno puniti; è un atto dovuto, ma non bisogna fermarsi lì, altrimenti ci saranno altre vittime i cui familiari sbraiteranno per ottenere "giustizia".

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  6. Non c'è giustizia che ripaga il Dolore. Non c'è condanna che riporterà indietro le vittime ai loro cari. Bisognerebbe fare in modo che tragedie simili non accadano più, in modo che le vite spezzate non lo siano state invano...

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