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GIA' PREGUSTO

http://www.repubblica.it/scienze/2017/01/30/news/pomodoro_sapore-157178964/?ref=HRERO-1

l pomodoro del futuro riavrà il sapore di una volta
Individuati i geni perduti in mezzo secolo di selezione. Con gli incroci tornerà il gusto dimenticato
 Ma alla ricerca del sapore perduto dei pomodori oggi è partito un gruppo di agronomi e genetisti. Essendo il problema globale - i frutti che non sanno di niente si trovano nei supermercati di tutto il mondo - l'équipe ha imbarcato scienziati di tre continenti: cinesi, statunitensi, spagnoli e israeliani
 I pomodori le producono grazie a una manciata di geni che ora sono stati individuati e che, senza nemmeno rendersene conto, i coltivatori avevano trascurato in nome delle dimensioni e della facilità di trasporto dei frutti. Reintroducendo questi geni - con tecniche di selezione naturale e senza ricorso a tecniche ogm, promettono i ricercatori - sarà ora teoricamente possibile far tornare saporiti e profumati i nostri pomodori. "

 Luigi Frusciante, professore di genetica vegetale all'università Federico II di Napoli, uno dei protagonisti del sequenziamento del genoma di questo ortaggio completato nel 2012. "Credo anch'io che gli studi di genetica ci permetteranno di recuperare il sapore perduto" spiega Frusciante. "Ma dovremmo anche prestare più attenzione sia al luogo di origine di ciascuna varietà, sia all'uso cui è destinata". Pomodori da insalata, da sugo o da succo da bere devono avere sapore, dolcezza, aromi e acidità diverse, secondo il genetista. "E ci sono pomodori come il vesuviano, che viene appeso in grappoli e resiste senza marcire fino a marzo, che possono crescere solo nella zona del vulcano". 
Fosse vero! Ricordo che , una ventina di anni fa, invitati da un proprietario terriero di Talavera de la Rejna,Spagna, questi  ci portò nella sua coltivazione di pomodori ; ricordo il profumo che vi regnava, ricordo il sapore ancora intatto e fragrante  di quei frutti che mangiammo sul posto, avidamente.
Peccato che Harry Klee, agronomo dell'università della Florida, dica che ci vorranno ancora quattro o cinque anni.

COLLOQUIO TRA WLODEK GOLDKORN E Niklas Frank

http://espresso.repubblica.it/visioni/2017/01/16/news/niklas-frank-mio%20padre-nazista-e-mostro-1.293540




Niklas Frank: "Vi racconto mio padre, un mostro nazista"

Governatore della Polonia occupata. Responsabile di milioni di morti. Impiccato a Norimberga. Per il figlio, ancora oggi, Hans Frank 
incarna il male assoluto. Un male che può tornare: «Quando vedo 
la xenofobia in Germania penso: per fortuna è morto, se fosse vivo sarebbe contento»


DI WLODEK GOLDKORN  
 



Signor Frank, lei ripete spesso la frase: «Grazie a Dio, mio padre è stato impiccato». Perché?
«Perché se non fosse stato impiccato, se fosse sopravvissuto al processo di Norimberga, mio padre avrebbe rovinato la mia adolescenza con le sue parole velenose e nefaste. Avrei avuto bisogno di molto tempo e di grande forza per liberarmene. Io sono contro la pena di morte, ma lui se l’è meritata».


Porta sempre con sé la foto del cadavere di suo padre, pochi istanti dopo l’impiccagione a Norimberga?
«L’ha visto in un filmato, vero? E allora, mi spiego. La portavo in tasca, anni fa. Un’ondata di xenofobia e razzismo si stava riversando sulla Germania. Volevo quindi essere sempre sicuro che mio padre fosse davvero morto, che non stesse sorridendo e ammiccando, perché se fosse stato vivo, in quel momento sarebbe stato contento. Avrebbe pensato che le sue idee e i suoi pensieri non erano morti»


.Una volta raccontò di aver visitato il ghetto di Cracovia.
«Ci sono andato con mia madre. Eravamo su una Mercedes. Mia madre entrò in un negozio per accaparrarsi delle pellicce; lei adorava il lusso, le pellicce, i gioielli, ci teneva moltissimo allo status di una donna dell’alta società. Mi rammento le facce tristi delle persone, mi ricordo gli uomini con la frusta in mano (le SS, ndr.)Mi stupivo che anche i bambini fossero tristi e così a uno di questi avevo fatto la linguaccia, doveva essere due anni più grande di me. Il bambino si voltò se ne andò e io mi sentivo come se avessi vinto un duello. Mi ero alzato in piedi in macchina e avevo fatto il gesto di trionfo con le braccia. La mia tata, si chiamava Hilde, mi costrinse a rimettermi a sedere».

 Come fa a ricordarselo?
«Circa trent’anni dopo Hilde stava morendo di cancro e io sono andato a trovarla. Le raccontai quella scena e lei mi spiegò che si svolse davvero nel ghetto di Cracovia».

In quel momento nel ghetto di Cracovia si trovava un bambino diventato famoso: Roman Polanski. Sua madre faceva la donna delle pulizie al Castello dove lei abitava. È stata assassinata ad Auschwitz, in una camera a gas, mentre era incinta.



Cosa è la memoria per lei?
«Prima di tutto dolore. Provo un immenso dolore quando penso a ciò che abbiamo fatto. Ma nel contempo, nella mia vita privata e intima non mi sono mai lasciato distruggere dai misfatti di mio padre e di mia madre. Mai. La vita è più forte di loro, delle loro menzogne, dei loro crimini.


Però, non poter amare proprio padre, continuare a odiarlo, è una situazione da vittima.
«Ma cosa sta dicendo? Non sono una vittima, ho avuto una vita bella e piena di soddisfazioni anche professionali, da giornalista. E per quanto riguarda mio padre: come avrei potuto amarlo? Ha distrutto milioni di vite umane. Perché mai avrei potuto e dovuto perdonare questo assassino senza cuore? 


Signor Frank, qual è il suo rapporto con la Germania?
«Diffido dei tedeschi. Come dicevo, nel rapporto con i profughi viene fuori l’anima cattiva dei miei connazionali. Non voglio generalizzare. Siamo pur sempre un popolo di 82 milioni di persone, ma ho molta paura. Penso che rischiamo di diventare una società orribile».


Ha mai visitato i campi di sterminio?«Sì, sono stato a Birkenau, anche se quel luogo non faceva parte dei territori governati da mio padre».

Quante volte c’è stato?
«Più volte».

E come si è sentito?
«Ho sentito una rabbia furiosa».




In ricordo di Irena Sendler che invece...
http://espresso.repubblica.it/visioni/2017/01/17/news/irena-che-salvava-i-bambini-del-ghetto-di-varsavia-1.293618


Irena Sendler, nata nel 1910 e scomparsa nel 2008 (quasi centenaria, quindi) è stata una delle più grandi eroine della Resistenza, resistenza umana e non armata, ai nazisti in Europa. Socialista, donna libera e emancipata, persona di un coraggio inimmaginabile, ha salvato circa 2.500 bambini ebrei durante l’occupazione tedesca della Polonia. Ha portato via i piccoli dal ghetto della capitale polacca, li ha collocati in famiglie e conventi, li ha forniti di documenti falsi, con nomi e cognomi diversi da quelli veri.Non solo, ha anche tenuto un registro di questi bambini, in modo che, una volta finita la guerra, potessero tornare alle loro prime e vere identità.

Quando, nel 1942, diventa chiaro che 
i nazisti vogliono deportare l’intera popolazione del ghetto nel campo di streminio di Treblinka, lei, con l’ausilio di amiche e colleghe e di un autista di camion polacco, decide di far uscire più bambini possibile.’organizzazione che aiutava gli ebrei si chiamava Zegota ed era guidata da Jan Grobelny, un socialista che morì di tubercolosi nel 1944, e che a detta di chi lo conosceva era la bontà fatta persona. Ne facevano parte anche personaggi di destra, cattolici devoti: 
e questi pensavano che, una volta battezzati, i bambini ebrei non dovessero più (alla fine della guerra) essere restituiti alla comunità. Per impedire questo la Sendler, con una precisione maniacale, compilò gli elenchi con i rispettivi indirizzi dei ragazzi. Quando venne  arrestata,nell'ottobre 1943 dalla Gestapo, fu sottoposta a pesanti torture (le vennero fratturate le gambe, tanto che rimase inferma a vita), ma non rivelò il proprio segreto. Condannata a morte, venne salvata dalla rete della resistenza polacca attraverso l'organizzazione clandestina Żegota, che riuscì a corrompere con denaro i soldati tedeschi che avrebbero dovuto condurla all'esecuzione. Il suo nome venne così registrato insieme con quello dei giustiziati, e per i mesi rimanenti della guerra visse nell'anonimato, continuando però a organizzare i tentativi di salvataggio di bambini ebrei.
Terminata la guerra e l'occupazione tedesca, i nomi dei bambini vennero consegnati ad un comitato ebraico, che riuscì a rintracciare circa 2.000 bambini, anche se gran parte delle loro famiglie erano state sterminate a Treblinka e negli altri lager.


























































































































A PROPOSITO DI BUFALE

https://www.wired.it/attualita/media/2017/01/24/bufale-hotel-rigopiano/

Le bufale sulla slavina all’Hotel Rigopiano

Dall’angelo apparso nel cielo alla storia (vera) dei migranti volontari, le bugie e le informazioni sbagliate sulla tragedia dall’albergo di Farindola. 

Altro che bufale, a me sembra un vero e proprio sciacallaggio, una mancanza di scrupoli all'ennesima potenza che potrebbe favorire una nuova professione remunerativa, of course.




http://www.bufale.net/home/bufala-tragedia-dellhotel-rigopiano-dopo-la-slavina-un-angelo-appare-nel-cielo-tutte-le-foto/

http://www.bufale.net/home/?s=la+lista+nera+delle+bufale



[...]Sappiamo bene che queste considerazioni “non fanno cassetta”, non diventano virali sui social. Ma è con esse che dobbiamo confrontarci, se vogliamo veramente disarmare i produttori di bufale, gli spacciatori di notizie false, esagerate e tendenziose che, detto en passant, non dovrebbero essere soltanto quelle punite dall’articolo 695 del Codice Penale in quanto turbative dell’ordine pubblico, ma tutte quelle che depistano noi cittadini, esattamente come i cartelli stradali che indirizzano verso una direzione sbagliata.[...]
di Alberto Spampinato - Giuseppe Federico Mennella

 
http://notiziario.ossigeno.info/2017/01/bufale-e-post-verita-e-se-ne-discutessimo-in-una-conferenza-pubblica-76397/

Sondaggio Trump, Putin, Grillo, Renzi
l'Uomo forte piace a otto italiani su dieci 
tabelle

Nel Paese è cresciuto il desiderio di una guida risoluta
soprattutto tra i giovani di ILVO DIAMANTI






http://www.demos.it/a01344.php












A mio parere, non bisogna confondere l'uomo forte con l'uomo prepotente e magari anche  maschilista la cui autostima è esageratta
 E' pericolosa la  nostalgia del " si stava meglio quando si stava peggio" Estremamente pericoloso affidarsi ad un uomo forte con una spiccata autostima    -vedi hitler-Mussolini- Pinochet- Franco-  del XX secolo
  che "hanno rivelato l'esistenza di un pericolo prima insospettato: quello di una manomissione completa della memoria". Manipolando la “memoria” e l’informazione, celando le cattive notizie e mettendo in luce solo alcuni aspetti di ciò che accadeva, i totalitarismi operavano un vero e proprio “lavaggio del cervello” mediante il quale assoggettavano al proprio volere le coscienze del popolo dominato. In tutto ciò, ovviamente, lo strumento per mettere a tacere coloro i quali la pensassero diversamente era la violenza. 

Le caratteristiche di una personalita ipertrofica :

Per sentirsi superiorecerca di sminuire i contributi e le caratteristiche di chi gli sta intorno, siano amici o sconosciuti. Non li reputa unici e speciali al contrario di sé, che vuole essere riconosciuto come tale.
L’ipertrofico cerca sempre di ricevere complimenti e di essere invidiato per ciò che possiede e ottiene e se non riceve un trattamento di riguardo, si innervosisce.
Anche nelle relazioni sentimentali o di amicizia cerca sempre qualcuno che soddisfi i suoi desideri e che lo ammiri. Questo fatto aumenta maggiormente la sua autostima.
La visione di sé di una persona con eccessiva autostima è irrealistica e idealizzata: non vede quello che veramente é ma vede quello che vorrebbe essere e quello che gli altri dovrebbero vedere in lei.
Oltre che narcisista è egoista
L’autostima ipertrofica quindi può essere riconosciuta se il soggetto: fantastica sul proprio successo; crede di essere speciale e unico; non da importanza ai sentimenti altrui; prova invidia verso gli altri e vuole che gli altri provino invidia nei suoi confronti; approfitta degli altri per raggiungere i suoi scopi; ha rapporti affettivi difficoltosi

L’individuo narcisista non è in grado di distinguere tra la realtà e la fantasia, mentre l’individuo con un sano amore di sè e una giusta autostima  è in grado farlo. 

L’individuo narcisista vive in un mondo fatto di finzione dove non riesce ad entrare in relazione con gli altri. L’individuo con una buona autostima ha numerosi  rapporti interpersonali.
ipertrofica-quhttp://www.piuchepuoi.it/autostima/autostima-iando-credere-e-troppo/





LA STANGATA

Prudenza e attesa per le mosse del nuovo presidente Usa. In un intervista al quotidiano spagnolo El Pais Papa Francesco parla di Donald Trump. Il Pontefice sospende il giudizio e dice: «Vedremo quello che farà, non possiamo anticipare gli eventi». «Non possiamo essere profeti di calamità», ha aggiunto il Pontefice, ma ha avvertito che «in tempi di crisi non funziona il giudizio», le persone tendono invece a cercare «salvatori» per ritrovare la loro identità «con i muri».

Molto diplomatico fin qui,  Papa Framcesco, ma poi  fa un accostamento  che mi sembra una stangatina al neo eletto presidente USA

Il colloquio del giornale spagnolo con il Papa, durata oltre un'ora, è avvenuto nella Casa di Santa Marta dove vive Bergoglio. «Per me l'esempio più tipico del populismo, nel senso europeo, è il 33 tedesco» ha detto Papa Francesco. «La Germania distrutta cerca di alzarsi, cerca la sua identità, cerca un leader che gliela restituisca, c'è ungiovane che si chiama Hitler e dice `io posso´. E tutta la Germania vota Hitler».





La retorica degli sciacalli

http://www.repubblica.it/politica/2017/01/21/news/la_retorica_degli_sciacalli-156518381/?ref=HRER2-1

"Oggi gli sciacalli d’Italia di nuovo si avventano sulle vittime. Non più per strappare vestiti e gioielli, ma per fare di quei poveri corpi il podio e la cattedra della peggiore demagogia nazionale" Francesco Merlo

Per chi ne avesse voglia, invito a leggere questo articolo di F.Merlo che io condivido totalmente.
Fabiano Antoniani, per gli amici Fabo, ex dj, è un ragazzo di 39 anni cieco e tetraplegico che desidera porre fine a una vita che non ha scelto, "immobilizzato in una lunga notte senza fine" in seguito ad un grave incidente stradale. Dopo anni di terapie senza esito, Fabo ha maturato la precisa consapevolezza di voler porre fine a una quotidianità che non chiama più vita, ma per farlo ha bisogno di aiuto. Ha bisogno che le Istituzioni intervengano per regolamentare l’eutanasia e permettere a ciascun individuo di essere libero di scegliere fino alla fine. Di qui il video-appello al Presidente della Repubblica, realizzato grazie all'aiuto della sua fidanzata e  all’Associazione Luca Coscioni che si batte per le libertà civili.



SPIE A GOGO'

Volete seguire i programmi , in inglese, della TV russa?
                           
http://www.moskvatv.org/page/ort-russia-online.php


Blackout alla tv pubblica Usa... E appare Russian TV (Rampini Repubblica)
 Alle 14.30 di giovedì, ora di Washington, la tv pubblica americana C-Span, che offre un servizio tipo Rai-Parlamento, stava trasmettendo in diretta un dibattito in corso alla Camera dei deputati. Di colpo il programma è stato interrotto. E al posto di C-Span i (pochi) telespettatori hanno visto per 10 minuti una sigla di RT, Russian Television, ovvero la televisione in lingua inglese che è considerata uno strumento della propaganda di Vladimir Putin nel resto del mondo.

Come non pensare a quel film di spionaggio ," TELEFON di Don Siegel", in cui l'Unione sovietica, avendo un nutrito numeri di agenti segreti  "dormienti"negli Stati Uniti, all'occorrenza li attiva affinchè svolgano il compito loro affidato. L'input per riattivare la loro coscienza e la loro volontà era   affidato ad una telefonata con la registrazione  di parte di  una poesia di Robert Frost,«i boschi sono belli, oscuri e profondi, ma ho promesse da mantenere e molte miglia da percorrere prima di dormire, molte miglia da percorrere prima di dormire»

Stopping By Woods on a Snowy Evening


Che sia proprio così? Troppe sono le ingerenze da parte della Russia putiniana.
Che anche Donald Trump sia una spia russa  attivata al momento giusto?
Escludo che l'input possa essere la quartina di una poesia tanto bella, è troppo zotico ; penso piuttosto, grazie all'odierna tecnologia,  ad un input proiettato direttamente  nel cervello, di questo genere o anche più osè, sì decisamente più osè.



SOLO TRE PAROLE

   http://www.webnauta.it/wordpress/tre-parole-per-una-rotta-2017

Come sul  blog soprastante, molti altri blog hanno proposto di scegliere 3 parole che possano caratterizzare il nuovo anno. Parole di riscossa, di speranza, parole propositive.
Ho volto lo sguardo verso il nostro "albero della vita" che, da quando lo portammo dal Messico  (a forza di braccia fino all'impietosirsi di una hostess), ha resistito a molti traslochi  e ora mi guarda dal suo alto piedistallo.
A questo albero ho legato molti accadimenti, quelli belli ovviamente, e anche per la scelta delle tre parole mi sono ispirata ad esso.
Eccole:
Immutabilità Indissolubilità Cane Mi piacerebbe conoscere le vostre tre parole, sempre che ne abbiate voglia.

Condannati a seguire il "Festival di sanremo" ?




Sanremo, i feti cantano "Non ho l'età": polemiche sul promo del Festival  

A me sembra soltanto di cattivo gusto, un'idea scopiazzata da quella parte della medicina che consiglia , alle donne incinte, di ascoltare   Mozart, Bach, Haendel, Vivaldi, Chaikovsky, Debussy, le cui melodie creerebbero un legame idilliaco tra madre e nascituro




Detesto, invece, lo  spot proposto dal MIT sulla  sicurezza stradale "Sulla buona strada".
Non posso fare a meno di pensare a coloro che hanno perso una persona cara in un incidente stradale elo trovo crudele,  I voli aerei dei miei cari e la loro lontananza non mi hanno mai creato preoccupazione, ma saperli in auto mi ha sempre creato angoscia, fino al momento dell'attesa telefonata che mi segnalava il loro arrivo, ed è per questo che sarò sempre grata a chi ha inventato il cellulare.



SCAMBIO DI PERSONA?


http://www.wired.it/attualita/politica/2017/01/03/scilipoti-nato-scienza/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily
Scilipoti confermato alla Nato, continuerà a occuparsi di scienza

Scilipoti va alla Nato. No, non è il titolo di un film dell’epoca di Totò e Peppino, anche se sarebbe stato perfetto, ma il destino che attende uno dei più contestati politici italiani,  sarà vicepresidente della commissione scienze, tecnologia e sicurezza della Nato, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, ago della bilancia delle sorti del mondo.
 Sarà vicepresidente della commissione scienze, tecnologia e sicurezza della Nato, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, ago della bilancia delle sorti del mondo.
Nel 2011  organizza un convegno  a Montecitorio , battezzato La medicina della natura, l’approccio olistico alla malattia e alla saluteNon una grande presentazione, a dire il vero: nel corso dell’incontro intervenne come relatore anche Danilo Toneguzzi, psichiatra di Pordenone,sostenitore delle teorie di medicina alternativa propugnate da Ryke Geerd Hamer, ex medico latitante antisemita pluricondannato e fondatore della cosiddetta Nuova medicina germanica, una pseudoscuola a cui sono attribuite diverse centinaia di decessi.

Ma chi sceglie la delegazione italiana? Composta da 18 parlamentari, 9 deputati e 9 senatori, costoro sono nominati dai Presidenti di Montecitorio e di Palazzo Madama su designazione dei rispettivi gruppi parlamentari. Scilipoti Isgrò dev’esserci dunque arrivato per decisione di Forza Italia.
Simone Cosimi Giornalista