Fabiano Antoniani, per gli amici Fabo, ex dj, è un ragazzo di 39 anni cieco e tetraplegico che desidera porre fine a una vita che non ha scelto, "immobilizzato in una lunga notte senza fine" in seguito ad un grave incidente stradale. Dopo anni di terapie senza esito, Fabo ha maturato la precisa consapevolezza di voler porre fine a una quotidianità che non chiama più vita, ma per farlo ha bisogno di aiuto. Ha bisogno che le Istituzioni intervengano per regolamentare l’eutanasia e permettere a ciascun individuo di essere libero di scegliere fino alla fine. Di qui il video-appello al Presidente della Repubblica, realizzato grazie all'aiuto della sua fidanzata e  all’Associazione Luca Coscioni che si batte per le libertà civili.



15 commenti:

  1. ho visto il video, da stringere il cuore

    RispondiElimina
  2. Non trovo giusto che una persona sia costretta a continuare a soffrire, se ha deciso diversamente...è terribile...spero si trovi presto una via d'uscita.

    RispondiElimina
  3. Questo genere di cose mi lascia di sasso. Purtroppo mi ci confronto spesso. Parlo dell'accanimento.

    RispondiElimina
  4. Nel paese dove "Soli preti qui rregneno" (mi viene sempre da citare il Belli) che speranze ci sono a riguardo? Nemmeno una. Chi vuole, ahem, staccare la spina lo deve fare di nascosto. Questa la situazione, fino a quando non riusciremo a liberarci del vaticancro e di tutti i falsi moralismi che esso veicola.

    RispondiElimina
  5. "La vita non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. Perciò, il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza."[1] (Lucio Anneo Seneca)
    1. Seneca invita ad accettare la morte e a ricercare la qualità della vita (virtuosa) piuttosto che la sua lunghezza. Modernamente, questa posizione è interpretata come una critica all'accanimento terapeutico: cfr. Daniele Barbieri, Effetto Welby, finalmente si scrive di eutanasia, Liberazione, 17 luglio 2007; C. Angelino, In difesa dell'eutanasia. Stoici. Seneca. Hume. Nietzsche, Il Nuovo Melangolo, 2007.
    (da Wikiquote)

    RispondiElimina
  6. Cara Cristiana, se ne parla troppo spesso!!! ma senza nessun risultato, non ce umanità per quelli che soffrono, e per quelli che li vedono soffrire, me non possono fare nulla¨¨¨
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
  7. Ciao Cristiana,deve essere terribile scegliere tra il vivere e il morire,ma anche se terribile deve essere un nostro diritto.
    Ciao fulvio

    RispondiElimina
  8. Il prossimo 30 gennaio la Camera discuterà il testo di legge sul testamento biologico. Dopo oltre 3 anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare ‘Eutanasia Legale’ da parte dell’Associazione Luca Coscioni, “questo rappresenta un passo fondamentale verso l’obiettivo per cui l’Associazione si batte: il riconoscimento del diritto di scegliere come e quando terminare la propria vita e interrompere la propria sofferenza”, spiega la segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo. Un diritto per il quale il 77% degli italiani ritiene opportuno un intervento del Parlamento, con una legge che regolamenti la scelta di fine vita, anche per chi si trova in grado di intendere e di volere. “Siamo in un momento decisivo del tortuoso percorso per regolamentare il fine vita anche nel nostro Paese. Chiediamo il supporto dei cittadini per conquistare un diritto fondamentale per ogni individuo: la libertà di autodeterminazione. Non si può accettare che sia necessario l’intervento di un giudice per affermare questo diritto. È ora che il Parlamento si assuma la responsabilità di una decisione, prima della fine della legislatura.”, afferma Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia legale.
    di Adriano Gasperetti, giornalista professionista.

    Ciao Cri.

    RispondiElimina
  9. una volta mi sembra, ma non vorrei sbagliami, di un caso analogo si occuparomo quelli del partito di Pannella

    RispondiElimina
  10. In questa nazioncina di merda, dove si sfrattano famiglie ridotein miseria dalla incapacità dei vari governicchianti, gente con bambini, vecchi, ammalati e handicappati; dove si lascia senza alcun soccorso famiglie che vivono in strada e dormono in macchina; dove la burocrazia impedisce ad elicotteri della fu Guardia forestale di alzarsi in volo per soccorrere gente sepolta viva sotto una slavina epocale, in questa nazioncina di politicanti prezzolati e voltagabbana in nome della poltrona che tengono incollata al culo, in questa nazioncina del c***o comanda un gruppo di papponi schifosi, leggi cardinali, con a capo un mandriano argentino che parla arabo a dei cinesi. D'accordo che ci convenga tenerci questi al posto di quegli altri che mozzano teste, però questi mozzano diritti umani in nome di una legge divina scritta da un dio la cui esistenza è tutta da dimostrare. E da duemila anni lucrano un potere sulla nostra nazioncine e su altre qui in Europa e nel mondo.
    L'effetto Welby non c'è stato, non ci sarà.
    Il nefasto accordo del 1929, il cosiddetto "Concordato", e un cinquantennio di governi di baciapile incalliti e di papi da galera -fatti, vedi caso, santi-hanno portato a questo sfascio morale, dove nessuno può sottrarsi ad una vita invivibile e una donna non può decidere se diventar madre o meno.
    Espatriare, andare sotto legislature più a livello uomo, dove non decida un prete ma un giudice accorto, che applichi una legge equa ed umana.

    RispondiElimina
  11. È inconcepibile che un malato stanco di soffrire e di condizionare la vita delle persone che ama, non possa decidere da solo se vuole continuare a vivere. Dovrebbe essere una scelta personale in cui le istituzioni non possono mettere veti.
    Buon fine settimana, un abbraccio
    enrico

    RispondiElimina
  12. Io sono convinto che in millemila casi, si ricorra serenamente all'eutanasia, in un tacito e quieto accordo tra parenti, pazienti e medici. Nel silenzio e a fari spenti. Quando invece si accendono i riflettori diventa tutto più difficile, complicato, e a rischio giudizi morali e penali.

    RispondiElimina
  13. Problema complesso, da affrontare però in modo deciso, laico, senza che i Vatikan ci metta il becco.

    RispondiElimina
  14. Ti commento raccontandoti un fatto mio personale. Mio padre, nel 1989, stava morendo... loro non trovavano niente di meglio che accanirsi su di lui... chiesi di staccare le spine... mi risposero che non era possibile... dissi che avrei firmato una dichiarazione di responsabilità ... non accettarono... meno male che Cristo fu benevolo (almeno in questo caso) e lo chiamò a sè. Io mi sentii sollevata, nonostante il dolore che provavo per la sua dipartita, non lo avrei più visto soffrire. Abbraccio cara

    RispondiElimina
  15. ho letto un sacco di post su facebook, con un assurdo numero di incitamenti a quel ragazzo e alla sua situazione sventurata... e mi sono chiesta perché, in questo Paese disgraziato disgregato e sventurato, non ci danno nemmeno la possibilità di morire con dignità, dato che la vita che ci propina non è poi così agevole...

    RispondiElimina