due esempi emblematici della GIUSTIZIA italiana


Nel 1995 fece uccidere il marito Maurizio Gucci, pagando un killer. Scontata per intero la sua pena, ora si prepara a incassare. A Patrizia Reggiani, che in questi giorni torna a essere una donna libera, una sentenza della Corte d'Appello di Milano riconosce il diritto a un vitalizio di un milione di euro l'anno, oltre a 24 milioni di arretrati maturati durante la lunga detenzione cominciata nel 1997.

LADY GUCCI
Il risarcimento e la libertà
Patrizia Reggiani «ha dichiarato di impegnarsi a risarcire integralmente i danni alle parti civili» nel momento in cui riceverà le somme che le sono riconosciute dalla sentenza emessa dalla Corte di Appello di Milano civile che le assegna un vitalizio di un milione all’anno (più gli arretrati pari a 23 milioni) sulla scorta di un accordo che la donna firmò nel ‘93 con Maurizio Gucci e che, per i giudici civili, non è inficiato dalla condanna per l’omicidio dell’imprenditore

Patrizia Reggiani Martinelli libera. Nel 2004 il primo permesso concesso dai giudici a Patrizia Gucci dopo questi otto anni di San Vittore: meno di un terzo dei ventisei che dovrà scontare. Permessi premio quasi ogni settimana : andava dalla mamma, prelevata e riaccompagnata in carcere dall'autista privato della madre  Il tribunale di sorveglianza ha accolto l’istanza del difensore Danilo Buongiorno che chiedeva la sospensione della pena in attesa che lo stesso tribunale decidesse sull’affidamento in prova ai servizi sociali.   Nel 2013 la donna, assistita dall’avvocato Danilo Buongiorno, dopo 17 anni in carcere aveva ottenuto l’affidamento ai servizi sociali lavorando per alcuni anni nello showroom di alta bigiotteria Bozart, nel centro di Milano.
Lady Gucci anche nel chiuso di una cella, come quando, un paio di anni fa, rinunciò al beneficio della semilibertà dopo avere scontato metà della pena per non iniziare a lavorare. 
Certa gente nasce proprio con la camicia  e per quanto sia calcolatrice e perfida,   "lassù qualcuno la ama". Mai si è pentita di ciò che ha fatto, e la conclusione potrebbe essere : ha fatto bene si è vendicata e ora ritira il premio.

Hanno voglia i giudici a lamentarsi  dicendo che non  sono rispettati!

TORINO - "Questo è un caso in cui bisogna chiedere scusa al popolo italiano". Con queste parole, la giudice della Corte d'Appello Paola Dezani, ieri mattina, ha emesso la sentenza più difficile da pronunciare. Ha dovuto prosciogliere il violentatore di una bambina, condannato in primo grado a 12 anni di carcere dal tribunale di Alessandria, perché è trascorso troppo tempo dai fatti contestati: vent'anni. Tutto prescritto. La bambina di allora oggi ha 27 anni. All'epoca dei fatti ne aveva sette.

Se qualcuno di voi conosce il "Codice penale", mi può spigare se , oggi come oggi, qualsiasi condannato per reati gravi, quali l'omicidio o lo stupro, magari con la scappatoia che non c'è pericolo di reiteramento del delitto o di allontanamento,  ha il diritto di non andare immediatamente in carcere e di dover aspettare l'Appello, o addirittura la Cassazione, prima di scontatre una pena comminatagli?




















































8 commenti:

  1. Io penso che il carcere debba avere una funzione ri-educativa. La condanna deve esserci ma se questa persona cambia nel corso degli anni, concordo con i benefici. Ma per lo stupro sarei inflessibile. Può essere un raptus e nessuno può assicurarci che non possa ripresentarsi.
    I soldi alla Gucci? E' un po' strano, forse il nostro codice penale andrebbe aggiornato e modificato.
    Ciao Cri.

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  2. Eh, mi sa proprio di sì. Ci sono casi particolari dove una persona non è riconosciuta come criminale capace di rifare un delitto di cui si è macchiata...

    Moz-

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  3. Il secondo fatto mi ha davvero sconvolto. Impazzisco al solo pensiero di mettermi nei panni di quel povero magistrato che ha dovuto piegarsi alla legge in questo caso incapace di fare vera giustizia.

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  4. Lo dico spesso nel mio blog: la prescrizione per certi reati va eliminata e tre gradi di giudizio coi loro tempi dinosaureschi sono davvero troppi.

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  5. La legge italiana Ha un grave difetto: è "italiana". Siamo un popolo di maledetti buonisti, tutti abbiamo famiglia, anche i delinquenti, e tutti tenimmo diritto e campà.
    Allora cominciamo con lo snellire i processi, eliminando la prescrizione almeno per delitti riprovevoli come lo stupro di una bambina. Sono certi avvocati e certi giudici che la tirano per le lunghe per ottenere l'unica assoluzione possibile, cioè appunto la prescrizione.
    Abolirla, come abolire il terzo grado di giudizio, che abbiamo solo noi, che io sappia.
    Alla prima condanna si va in galera e ci si resta fino alla conclusione dell'appello, nel caso sia assolutorio. In caso contrario si resta in galera.
    Pene magari più corte, ma tutte da passare in galera. Che senso ha la parola ergastolo -non parliamo del 41 bis, che è orribile nel suo squallore- quando quasi nessuno oramai ci resta? Diciamo 25 anni, come qui in Germania, ma da scontare interamente senza sconti nè premi. Che sia chiaro: vai in galera e ci resti fino al giorno in cui uscirai avendo pagato il tuo debito.
    Penso per alcuni sarebbe un deterrente, pochi ma buoni a far riflettere.
    Costruire nuove carceri, dando lavoro a tante ditte oneste e capaci, a tanti disoccupati, costi quel che deve costare. Sovraffollamento adieu, e con esso tanti inutili condoni.

    Per quanto concerne il caso Gucci, sembra essere tutto maledettamente in regola. La signora aveva un accordo scritto col marito, che va rispettato. Quindi vitalizio -non si tratta di quello degli onorevoli che paghiamo noi, ma di un vitalizio privato che pagherà la Fondazione Gucci- ed arretrati, peché partiva da subito ed essendo lei stata in carcere non ne ha usufruito, quindi adesso incassa sti milioni, 23 se sono bene informato.
    Morale: vuoi ammazzare tuo marito ricco o tua moglie ricca? Fatti firmare un documento che impegna la controparte a darti un vitalizio, poi accoppa tua moglie, o tuo marito. Ti fai una ventina di anni, ma all'uscita del carcere ti offrono un vassoio con un bell'assegno dentro.
    Tutto legale e tutto assai "italiano".

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    1. CHE VA RISPETTATO? E' un paradosso ! Il contratto dovrebbe essere annullato immediatament, visto che poi mi hai fatto fuori.

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  6. Mi fanno vomitare entrambi i casi. E in entrambi i casi vorrei vomitare sui giudici.

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  7. Credo si possa dire che siamo davanti a due casi differenti. Il primo cmq ha scontato la sua pena poi ognuno qui può dire ciò che pensa... nel secondo caso davvero non ho parole, qui si parla tanto di riforme, di leggi, di giustizia e democrazia poi cose basilari come queste mancano, i tribunali non ce la fanno più, molti sono fermi all'età della pietra e i tempi si allungano per tutto. Il risultato è questo purtroppo

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