ASCOLTANDO "IL RUGGITO DEL CONIGLIO"



Sono 20 anni che tutte le mattine, o quasi... , ascolto  "Il ruggito del coniglio" ,alzandomi alle 7.45.
E', per me , un programma spassosissimo, composto da una masnada di elementi capitanata da Marco Presta e Antonello Dose.
Si può anche partecipare in diretta rispondendo ad argomenti che propongono giornalmente e io l'ho fatto con argomento cani ( MAVA?) o argomenti che riguardavano mia figlia quando era ancora  una pischella piena di fantasia. Oggi  invitavano a raccontare  un aneddoto alla domanda " Quando siete arrivati al momento sbagliato? Non ho partecipato, ma mi è sorta spontanea la domanda Volete partecipare , qui sul mio blog? Posso raccontarvi due fatti successi a me.Il primo parecchi anni fa, sulla spiaggia di Sanremo, ho aperto   la cabina sbagliata e mi sono trovata davanti un giovanottino tutto nudo

Il secondo, prima che mia figlia si sposasse, la mia casa sembrava un albergo dal momento che lei invitava continuamente ragazze amiche da tempo o ragazze conosciute all'estero ai tempi dei suoi studi in Paesi stranieri e una volta due ragazzi spagnoli conosciuti in Grecia. Un giorno, convinta che in casa non ci fosse nessuno, sono entrata nella camera degli ospiti , sorprendendo due ragazze che si baciavano.

Dai che mi fate divertire!



6 commenti:

  1. Conosco quella trasmissione è molto divertente ed arguta. Purtroppo così su due piedi non mi vengono in mente delle situazioni particolari.

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  2. Ci risiamo. Anche questa volta c'è stato bisogno del sollecito. Lo fai apposta, vero?
    Va bene, ti perdono e ti racconto quale volta fu quando mi trovai nel momento sbagliato nel posto sbagliato.
    Avevo 18 anni, terza liceo. A Carnevale decidemmo di partecipare ad una festa mascherata con costumi divini -il mio padrino di cresima, detto "la pisola" era truccatore capo a Cinecittà e ce li procurò gratis- e formammo un nutrito gruppo de "la corte del Re Sole". Io indossai un costume da donna, una cortigiana di lusso, Maurizio F. era la Pompadour, e lui che era effemminato sì m masculo e come, aveva un po' di tette e fu perfetto. A me misero un busto della madonna che mi lasciava senza fiato e mi tirava su tutti i pettorali che mi sembravo Sophia Loren e mi arrapavo da solo guardandomi allo specchio. Leonardo A. e Pietro G. che era bello come le madonne del Messina anche lui non mi ricordo più quale femmina zoccola della corte del Re impersona va. Comunque costumi larghi settecenteschi con lo scheletro di legno sotto. Una bellezza.
    Andammo. Per inciso arrivamo PRIMI, ma i nostri costumi erano favolosi, con profusione di gioielleria falsa ma bellissima.
    Noi, le quattro fimmene, trovammo immediatamente degli spasimanti. Io un ufficiale di marina, che attastava troppo, Maurizio uno stranoto pomicione locale che gli offriva 10.000 lire per un lavoretto con la bocca. Insomma ci fu da combattere.
    A un certo punto decidemmo di andare tutti insieme al gabinetto. Giorgio Gatta ci frenò al volo.
    Ma dove state annanno stronzi! Quelli so i cessi dei maschi e voi sete donne. Nun ce famo ariconosce che ce fanno er culo questi.
    E allora dove dovemo da annà seconno a te, ner giardino? Fa freddo.
    Nei cessi de le donne, cojoni. Voi sete donne e basta.
    E come famo?
    Come fanno loro. Te ce metti a sede e pisci e chi te viene a guardà là de sotto?
    Il difficile fu con quelle gonne larghe, ma trovammo il modo.
    Ma il bello fu, che quelle altre che pullulavano dentro erano donne vere. Giuro che non avrei mai creduto che le fimmene mentre facevano pipì si mettessero a cerchio, scoperchiando il tesoro e facendoci pure apprezzamenti sopra, tipo:
    Gianna, nun me l'avevi detto che ciavevi tre chili de robba là sotto.
    Guardete a te che ciai tre chili de bosco poi comincia il mazzo tuo.
    E dai a guardarsele che a me era diventato come il campanile di San Marco.
    A Maurizio una certa Grazia, con le gonne alzate e le mutandine giù, che il povero Maurizio quasi si soffocava, gli disse:
    Nun t'ho mai vista, d'indove venghi?
    Da la Garbatella.
    Ambè, me pareva che nun eri de qua, sei troppo sofistica.
    Il bello fu però quando incominciarono a fare apprezzamenti sulla virilità dei maschi in sala.
    Ammazza quello vestito da pirata! Hai visto che mazza che s'aritrova?
    È tutta ciccia,niente finto, te lo dico perché ciò ballato un lento e me l'ha messo proprio lì che n'antro po' svenivo.
    Invece Marione è tutta fuffa. Ciò ballato un quarto d'ora e nun m'ha fatto sentì gnente.
    Magara nun l'hai saputo eccità.
    Eccome! Me ce so strufinata tutta ma là sotto nun succede proprio gnente. Dovemo da dillo a Rosina che ce more sopra. Je piace così tanto, dimoielo che se tratta de na fregatura.
    Scoprimmo quella mezzora che le signorine parlavano peggio di noi masculi e dico il vero persi un po' di rispetto per le donne.
    La prima ragazza che mi feci dopo quella sera le saltai letteralmente addosso la prima volta che fummo soli. E no, nun me freghi, adesso datte da fa che lo so quello che stai a penzà.

    Spero che ti sia fatta due risate. Il romanesco è facile.

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  3. Le ragazze che si baciano sono moltissime.
    Tutto a posto Cri.
    Ciao.


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  4. No riesco a farmelo piacere il ruggito.. sono più uno da Sei Uno Zero su Rai Due alle 13,30.. momenti sbagliati dici.. la mia prima rapina in banca (subìta ovviamente), arrivai da un'altra stanza giocando col filo del telex in mano (parlo dei primissimi anni '80), uno dei rapinatori si voltò verso di me con la pistola puntata intimandomi l'immobilità. Non mi mossi per un bel po'.. anche dopo che erano andati via.. ;)

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  5. Grandissimi! Ogni mattina mi aiutano a iniziar bene la giornata. P.S.: Forza Ferrari!

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